Mercato NBA, i Brooklyn Nets ritirano l’estensione da 187 milioni a Kyrie Irving

All’inizio di agosto, in una conferenza stampa per annunciare l’estensione di contratto di Kevin Durant con i Brooklyn Nets, il General Manager della squadra Sean Marks si era detto molto fiducioso che sia James Harden che Kyrie Irving avrebbero firmato le loro estensioni prima dell’inizio del training camp, assicurandosi i “Big Three” per i prossimi quattro anni — a fronte di un esborso gigantesco da parte della proprietà. La realtà dei fatti ha però dimostrato che non tutto è andato secondo i piani, anzi: James Harden ha detto di non aver alcuna fretta di firmare un’estensione (anche perché aspettare l’estate ha più senso dal punto di vista economico), mentre su Kyrie Irving ci sono state altre priorità da dover discutere, data la sua decisione di non vaccinarsi. Una situazione intricata che ha portato i Nets a decidere di metterlo fuori squadra fino a quando non potrà partecipare completamente alle attività del gruppo, ma che rischia di mettere a rischio (se non lo ha già fatto) il futuro stesso di Irving con la franchigia con cui ha firmato nell’estate del 2019. Secondo quanto riportato da Shams Charania, infatti, i Nets avrebbero ritirato l’offerta di estensione da 187 milioni di dollari messa sul tavolo a Irving, il quale comunque a sua volta non aveva ancora accettato di firmarla. Tecnicamente c’è tempo fino al termine della regular season per ratificare l’accordo, ma dati gli ultimi sviluppi pare evidente che il campione NBA 2016 possa diventare free agent a fine anno, non esercitando la player option da 37 milioni di dollari a sua disposizione per la prossima stagione.

Perché Irving rischia di perdere 200 milioni (e perché no)

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Per sua stessa ammissione, i soldi in questo momento non sono la priorità di Irving: per ogni gara casalinga saltata perderà 380.000 dollari, per un totale — se dovesse mantenersi la situazione attuale — di oltre 17 milioni di dollari solo per la regular season, aggiungendo poi altri 380.000 (precisamente 381.181 dollari) per ogni gara di playoff persa. Sean Marks ha confermato che Irving riceverà comunque il compenso per le partite in trasferta, dato che è stata una decisione della squadra quello di non permettergli di prenderne parte, ma la scelta di non vaccinarsi potrebbe finire per costare a Irving — che in carriera ha guadagnato 160 milioni di dollari solo dai contratti NBA — quasi 200 milioni di dollari, considerando i soldi che perderà quest’anno e l’estensione che non ha più a disposizione. Certo, altre squadre che non hanno gli obblighi vaccinali a cui sono sottoposti i Nets nella città di New York faranno ovviamente la fila per assicurarsi un talento del genere (al netto dei grattacapi che crea fuori dal campo), e non è neanche del tutto da escludere che Brooklyn decida di scambiarlo nel corso della stagione — anche perché Irving ha smentito le voci che lo vedono ritirarsi in caso di addio ai Nets —, dando quindi a un’altra franchigia la possibilità di schierarlo in campo e di offrirgli un’estensione multimilionaria. D’altronde Irving nella scorsa stagione ha toccato probabilmente il livello più alto della sua carriera, chiudendo con 26.7 punti, 4.8 rimbalzi e 6 assist a partita con il 50% dal campo, il 40% da tre e il 92% ai liberi in 54 partite e trascinando a lungo la squadra, complici gli infortuni degli altri due big. Ma tutto quanto sembra solo un pallido ricordo, travolto dagli eventi delle ultime settimane che hanno completamente stravolto lo scenario per Irving e per i Brooklyn Nets.