Borg, McEnroe, Federer, Djokovic, Nadal: i match storici dell’Era Open

Gli ultimi 50 anni di tennis hanno regalato sfide epiche, tra sorprese e grandi delusioni ecco le partite che resteranno nella storia

Luca Marianantoni
@Marianantoni

A una settimana dall’inizio della nuova stagione che prenderà ufficialmente il via con l’Atp Cup, riviviamo le 10 partite indimenticabili dell’Era Open. Una carrellata temporale che inizia con la sfida di Dallas 1972 tra Rod Laver e Ken Rosewall e termina con la finale di Wimbledon 2019 vinta da Novak Djokovic su Roger Federer con l’indimenticabile primo tie break della storia giocato sul 12 pari del quinto set. Le abbiamo messe in ordine dalla decima alla prima.

Ivanisevic trionfa a Londra

Ivanisevic b. Rafter 6-3 3-6 6-3 2-6 9-7 finale Wimbledon 2001. La finale di lunedì è l’ultimo treno verso la gloria per entrambi i campioni. È un match memorabile, strappa lacrime, che gli appassionati vivono con il cuore in gola. Sul 6-7 del quinto set Ivanisevic scivola sotto 0-30: per tre volte Rafter arriva a due punti dal match. I fantasmi del 1992 riaffiorano, ma questa volta la conclusione è diversa. Il croato si salva, fa il break e tiene il più importante turno di battuta siglando la storica vittoria per 9-7 al quinto.

Federer sgambetta Sampras

Federer b. Sampras 7-6 5-7 6-4 6-7 7-5, ottavi Wimbledon 2001. Il secondo lunedì dei Championships è per tradizione riservato agli ottavi di finale, tra i quali spicca la sfida tra il sette volte campione Pete Sampras e il diciannovenne Roger Federer, indicato come suo successore. L’americano gioca in casa, è imbattuto da 31 partite e nelle ultime 9 edizioni ha perso solo con Krajicek. E’ un match palpitante, cinque set serrati, poi sul 4 pari del quinto Sampras ha due palle break. Ma Federer è un predestinato, annulla le due chance con il servizio e sul 6-5 si procura il match point. Sampras serve una prima a uscire e Federer piazza una risposta vincente.

Sampras-Agassi, derby a New York

Flushing Meadows è l’ultima fermata Slam dell’anno e l’ultima occasione per Sampras per garantirsi un major per l’ottavo anno di fila. Il sorteggio lo piazza nello stesso quarto di finale di Agassi. E’ una sfida leggendaria, nessuno perde la battuta: Agassi salva sei palle break, Sampras tre. Se non esistesse il tie break, i due sarebbero fermi sul 24 pari: invece l’invenzione di Jimmy Van Alen permette a Sampras di conquistare uno dei più spettacolari incontri della storia: 6-7 7-6 7-6 7-6 il punteggio.

Il trionfo di Lendl su Mac

Lendl b. McEnroe 3-6 2-6 6-4 7-5 7-5, finale Roland Garros 1984 Per due set abbondanti i serve and volley di McEnroe hanno il sopravvento su un Lendl che non trova il modo di opporsi. Sul 2 pari del terzo set McEnroe ha quattro occasioni (tre di fila) per fare il break, ma a Lendl entrano i primi passanti incrociati di rovescio del match. La chance più grande arriva nel quarto set quando McEnroe, avanti 4-2, serve e arriva alla palla del 5-2. Lendl però si salva, con la risposta di rovescio fa il controbreak e poi strappa nuovamente la battuta a un McEnroe in vistoso calo. Nel quinto set Lendl serve per primo, McEnroe è costretto a inseguire fino all’ultima sventurata volée di dritto che gli finisce in corridoio. A nulla sono serviti gli 84 punti fatti in 147 discese a rete. La finale che va a Lendl, si trasforma in incubo da cui Mac non si libererà mai più. “Sogno ancora quella finale”, ripete all’infinito a ogni intervista, rilasciata anche 35 anni dopo.

Federer b. Nadal 6-4 3-6 6-1 3-6 6-3. A quasi sei anni (Roland Garros 2011) dall’ultima finale Slam giocata, Federer e Nadal danno vita a un match epico che riscrive la storia della loro rivalità. Lo svizzero domina la diagonale sinistra e con il rovescio incrociato mette in difficoltà Nadal che non riesce a far esplodere il dritto. A inizio di quinto set Nadal scappa avanti un break (3-1 e poi palla del 4-2), ma Federer lo riprende sul 3 pari e nel game del break per il 5-3 lo svizzero mette a segno un dritto lungolinea in controbalzo da standing ovation. Rafa molla e Roger vola verso lo Slam numero 18 firmando l’impresa più grande della carriera.

Djokovic, maratona con Roger

Domenica 14 luglio il mondo del tennis si ferma e rimane a bocca aperta. Per quasi 5 ore Federer e Djokovic giocano la partita delle partite, piena di colpi vincenti, con pochi errori gratuiti e tanti colpi di scena. L’iniziativa è in mano al serbo che domina i tie-break del primo e terzo set, ma Federer, nonostante i 38 anni da compiere l’8 agosto, risponde colpo su colpo, allungando la partita al quinto set. Sul 7 pari Roger strappa il servizio a Nole, sale 40-15 guadagnandosi due match point che però non trasforma. Il serbo è indomabile, con una risposta e un passante di dritto rientra in partita e finisce per vincerla al tie-break del quinto. Wimbledon si inginocchia al serbo, sebbene tutte le statistiche della finale vedano primeggiare Federer. La partita entra nell’elenco delle più belle finali di sempre di Wimbledon assieme a quella del 1980 tra Bjorn Borg e John McEnroe e a quella del 2008 tra Rafael Nadal e Roger Federer. Djokovic b. Federer 7-6 1-6 7-6 4-6 13-12

Il teatro della supersida è Dallas, sede delle finali Wct; il 14 maggio, davanti a 7.800 spettatori, i due australiani incantano il pubblico. Nessuno vuole che cali il sipario e così Laver recupera nel quinto da sotto 4-1, annulla un match point con un ace e arriva a condurre al tie break decisivo per 5-4 con due servizi a disposizione. Rocket serve per due volte sul rovescio di Muscle che lo fulmina con due risposte vincenti. E sul match point per Rosewall, è Laver a fallire la risposta. E’ una delle partite più belle mai giocate, uno spot per il tennis di proporzioni gigantesche, seguito in tv da oltre 21 milioni di americani.

Sampras batte Becker in casa

È la finale più bella nella storia del Masters. Becker, che tre giorni prima ha battuto Sampras con due tie-break in un match del round robin, inizia con un “perfect game” infarcito da 4 ace. Sampras però non molla, si impossessa della partita giocando meglio i punti importanti e nel tie-break del quarto set arriva per due volte al match point. Becker però si accende di colpo, li annulla o poi trasforma il quinto set point di un tie-break da leggenda. Nel set conclusivo Becker subisce il break sul 4 pari dopo aver tenuto 27 turni di battuta di fila. Sampras spreca altri 2 match point ma non fallisce il quinto. Pur sconfitto 3-6 7-6 7-6 6-7 6-4, i numeri di Becker sono impressionanti: 32 ace e un totale di 72 vincenti contro appena 37 errori gratuiti. Sampras chiude con 15 ace, 65 vincenti e 39 gratuiti.

Il trionfo di Rafa sull’erba

Il 6 luglio la storia del tennis è pronta a scrivere una pagina indelebile che accosta la prestazione di Rafa e Roger a quella di Borg e McEnroe nella finale del 1980. L’avvio è tutto per Rafa, come il secondo set che lo spagnolo recupera e vince da 1-4. Federer annulla due match point nel tie-break del quarto set, poi sul crepuscolo della sera, dopo aver mancato la palla del 5-3 (12 su 13 le palle break fallite dallo svizzero), Roger finisce nelle fauci di Rafa che conquista una finale indimenticabile. Dopo 65 partite vinte di fila sull’erba, di cui 40 a Wimbledon, Roger china la testa a un Nadal straripante e incontenibile che vince 6-4 6-4 6-7 6-7 9-7. È la prima doppietta Roland Garros-Wimbledon dai tempi di Borg.

Borg-McEnroe: un match nella storia

Il 5 luglio il Centre Court manda in scena la parita delle partite che si accende improvvisamente sul 5-4, 40-15 del quarto set, tutto in favore di Borg che con il servizio a disposizione arriva a giocarsi i primi due match point. A questo punto le emozioni prendono il sopravvento e in pochi secondi, quel match apparentemente scialbo si trasforma nella partita del secolo. A renderla tale i 22 minuti dello storico tie break in cui McEnroe annulla altri cinque match point (sette in totale) prima di vincerlo per 18-16 dopo aver mancato a sua volta sei set point. E anche l’equilibrio di un quinto set giocato senza fiato e con il cuore in gola. Borg non crede ai propri occhi e quando serve per aprire il set conclusivo va subito sotto 0-30. La disfatta sembra vicina e invece, con la sua proverbiale freddezza, vince al servizio i successivi 24 dei 25 punti chiudendo 8-6 al quinto all’ottavo match point di un match diventato leggenda: Borg b. McEnroe 1-6 7-5 6-3 6-7 8-6.