Borsa, l’Europa chiude in bellezza, Milano +1,3% e sopra 25mila punti

Chiusura positiva per le Borse europee, che così hanno definitivamente archiviato la seduta nera di lunedì scorso, riuscendo a registrare un bilancio settimanale positivo. Milano ha terminato le contrattazioni nuovamente sopra la soglia dei 25mila punti, come non succedeva dallo scorso 14 luglio. Del resto ieri la Bce ha trasmesso un messaggio accomodante, con la numero uno, Christine Lagarde, che ha sottolineato la volontà dell’istituto di evitare una stretta monetaria “prematura” che avrebbe effetti dannosi sulla trasmissione della politica monetaria e sul sostegno all’economia. In pratica la Bce avrà una maggiore dose di pazienza, qualora l’inflazione superasse in via transitoria la soglia del 2%. La palla, a questo punto, passa alla Federal Reserve, il cui Fomc si riunirà la prossima settimana. Gli investitori scommettono che sia confermato lo status quo, ma attendono indicazioni sulle future mosse. Intanto anche i rendimenti dei bond Usa sono stabili, dopo i forti movimenti delle ultime sedute: quelli a dieci anni si attestano attorno all’1,296%. In Italia lo spread è calato in area 103 punti.
A Piazza Affari sono andate bene le azioni delle banche, mentre sul mercato sale l’attesa per la pubblicazione degli stress test in calendario la prossima settimana. St ha messo a segno un progresso del 2,8%, confortata dai numeri pubblicati dai concorrenti negli ultimi giorni e in vista della trimestrale il programma il 29 luglio. Sono andate bene le utilities, beneficiando dell’andamento dei tassi. Terna (+1,9%) è stata spinta in alto anche da un report favorevole di Bank of America. Ha invece perso quota Telecom Italia (-0,7%).
Sul valutario, l’euro ha chiuso la settimana al di sotto della soglia di 1,18 dollari. La divisa è scambiata a 1,1760 (ieri in chiusura a 1,1775), a 129,99 yen (129,83 ieri), mentre il dollaro/yen è pari a 110,53. Infine, il petrolio è abbastanza stabile: il Wti contratto di settembre cede lo 0,1% portandosi a 71,85 dollari al barile.

A Piazza Affari bene industriali e petroliferi

Per quanto riguarda i titoli, in attesa che entri nel vivo la stagione delle trimestrali dei grandi gruppi italiani, quasi tutto il Ftse Mib è in rialzo. Tra le migliori gli energetici, reduci da sedute volatili insieme all’andamento del greggio, ma anche Leonardo – Finmeccanica, con il comparto industriale tra i migliori in Europa. Per altro, nel settore aerospazio e difesa, il gruppo francese dell’elettronica specializzata Thales corre a Parigi dopo avere alzato le stime sulle vendite 2021. Nuova seduta di rialzi anche per Azimut che dalla chiusura del 19 luglio a quella di ieri ha guadagnato il 4,3%, e per Stmicroelectron, con il settore dei semiconduttori che guarda all’americana Intel che ha riportato utili e fatturato superiori alle previsioni, ma ha in parte deluso sul fronte delle previsioni per il terzo trimestre. A passo rapido anche Exor, A2a e Atlantia.

Loading…

Petroliferi in rialzo, prospettive positive comparto

Seduta positiva per i titoli del comparto petrolifero, a partire da Tenaris, Eni e Saipem. Anche se i prezzi del greggio sono poco mossi, il Wti e il Brent rimangono saldamente sopra i 70 dollari al barile, dopo aver recuperato le perdite subite all’inizio della settimana, quando le preoccupazioni sulla diffusione della variante Delta hanno innescato un calo della propensione al rischio e spinto il Wti ai minimi in vari mesi. «La ragione principale del recupero potrebbe risiedere nella soluzione della disputa tra i Paesi Opec+, che ha cancellato la possibilità di una guerra dei prezzi all’interno del cartello e sta limitando il rischio al ribasso per il prezzo», spiegano gli analisti di ActivTrades. Anche Equita, che ha confermato le valutazioni di Eni (buy), Saipem (hold) e Tenaris (buy), parla di «fondamentali solidi» per il petrolio, con la domanda di greggio che dovrebbe tornare ai livelli pre-pandemia entro fine 2022.

Andamento dello spread Btp / Bund

Loading…

Spread cala a 103 punti, rendimento decennale allo 0,63%

Chiusura in netto calo per lo spread tra BTp e Bund. In particolare il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano (IT0005436693) e il pari durata tedesco ha segnato un’ultima posizione a 103 punti base, sei in meno rispetto alla chiusura di ieri (109 punti). Flette anche il rendimento del BTp decennale benchmark che viene indicato in chiusura allo 0,63% dallo 0,65%, della vigilia.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)