Cannavaro: “Dopo la Cina? Allenare in Europa, il Napoli il sogno”

L’ex capitano della nazionale racconta l’addio ai Guangzhou: “Col Covid non ho visto i figli per 11 mesi prima e 8 dopo. Troppo dura. Spalletti lo stimo moltissimo, Osimhen grande attaccante, ma con me non avrebbe toccato palla. Scudetto? Il Napoli può dire la sua”

Ha scelto la terrazza di uno degli alberghi più belli della città per dare il suo addio ufficiale alla Cina e annunciare di essere pronto a prendere una panchina in Europa e, perché no, in Italia.

SUGGESTIONE

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I giornalisti pressano sul Napoli: “Sono napoletano, tifo azzurro e ho vestito questa maglia anche se poco da giovane. Logico che sogni di allenarlo. Sarebbe meraviglioso, ma ora c’è un bravissimo allenatore, quindi resta un sogno per il futuro. Jorginho Pallone d’oro? Non sarebbe male riportare questo trofeo in Italia. I risultati parlano per lui ma attenzione a Messi che ha vinto la Coppa America”.

SULL’ADDIO

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I perché di un addio “Ho detto addio alla Cina, il campionato è cambiato e proseguirà a dicembre. Ho lasciato nonostante avessi ancora 15 mesi di contratto. Non vedevo i miei figli da diverso tempo, l’anno scorso sono stato lontano da loro per 11 mesi e quest’anno 8. Ho vissuto 6 bolle: la più lunga di 70 giorni. Non ce la facevo più, altrimenti senza pandemia sarei rimasto all’Evergrande dove stavo molto bene. In questi anni sono cresciuto come allenatore grazie a loro. Abbiamo vinto e ci siamo divertiti. Poi questo maledetto virus ha condizionato tutto. Anche se lì si vive meglio. Ma le misure drastiche che ancora adottano diventano impossibili per chi arriva da fuori”.

SUL NAPOLI

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Affascinato dal Napoli “Conosco bene Spalletti e lo stimo molto. Sono andato anche a seguirlo negli allenamenti quando era alla Roma. La squadra sta andando benissimo. Osimhen è un attaccante di grande livello internazionale, però con me non avrebbe toccato palla (scherza ma non troppo…). Capace di tante cose, difficile trovare un attaccante così forte in giro per l’Europa. E poi c’è la maturazione di Insigne, aver vinto l’Europeo (mi auguro resti al Napoli) gli è servito parecchio. Inoltre c’è la crescita come leader di Koulibaly che è un ottimo difensore. E complimenti al Napoli per l’ingaggio di Anguissa. Lo conoscevo ma non pensavo si inserisse così rapidamente nel calcio italiano”.

INTER FAVORITA

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Il Pallone d’oro 2006 osserva: “Questo campionato è diverso. Non ha più un padrone perché dopo anni di vittorie la Juve ha chiuso un ciclo e fatica. Roma e Lazio hanno cambiato allenatore, il Milan sta crescendo bene ma per me la favorita rimane l’Inter per organico e psicologia. Il Napoli dico che può dire la sua, ma aspetto di capire come supererà i momenti difficili che capiteranno. Come la Coppa d’Africa o gli infortuni. Perché per vincere i campionati bisogna essere forti in quei momenti e poi avere anche un pizzico di fortuna”.