Coronavirus, Alberto Turchetto e la morte sconvolgente in un mese. “In attesa del vaccino”, il caso che apre gli occhi all’Italia

Il premier Mario Draghi ha parlato di “fine pandemia vicina”. Ma di Coronavirus si continua a morire, soprattutto tra i non vaccinati. Il bollettino dell’8 ottobre recita “30 vittime” nelle ultime 24 ore, sia pure in un quadro clinico e ospedaliero sempre più rassicurante. Ma forse per questo la storia drammatica di Alberto Turchetto è ancora più impressionante. L’imprenditore di Colle Umberto (Treviso) aveva 64 anni e non risultavano particolari patologie pregresse tali da renderlo un “soggetto fragile” a rischio.

 

 

 

Sabrina, la no-vax più famosa d'Italia? Dopo essere uscita dalla terapia intensiva... il finale più incredibile

 

 

Aveva deciso di vaccinarsi solo a settembre, pur avendo trascorso l’estate con grande accortezza, riducendo al minimo indispensabile le uscite di casa. Ma il virus non perdona e nonostante la prudenza Turchetto è rimasto contagiato. Si è spento giovedì scorso, mentre era ancora in attesa della prima dose. Lascia la moglie e le tre figlie, dopo una battaglia contro il Covid lunga un mese. Un’agonia atroce, immagine perfetta di quanto la malattia sia ancora spietata. 

 

 

 


Video su questo argomento

 

 

 

Anche per questo il ministro della Salute Roberto Speranza, frenando parzialmente l’ottimismo del premier, intervistato dal Corriere della Sera ammonisce a non abbassare la guardia: “Adesso tutta l’Italia è in zona bianca, abbiamo fatto un altro passo in avanti” ma “nessuno nel mondo dice che ne siamo fuori, la lotta al virus è ancora una partita aperta e delicata”. Una lotta alla pandemia che è chiave di volta per la ripartenza: “La crescita del 6% la fai se metti il Paese in sicurezza dalla pandemia. Stiamo entrando nella quarta settimana dalla riapertura delle scuole, possiamo parlare di tenuta, ma per un bilancio degli effetti è presto”. 

 

 

 

Vaccino siero genico? Dopo le sparate, per Meluzzi finisce malissimo: fine corsa per il medico

 

 

 

Mentre da lunedì cadranno le ultime limitazioni, come il distanziamento sociale e le capienze dei cinema, c’è il via libera alla terza dose per tutti gli over 60 (almeno 10 milioni di persone) a distanza di almeno sei mesi dal richiamo e per gli under 60 in condizioni di fragilità o particolarmente esposti al rischio contagio, come il personale sanitario. Tuttavia, sono ancora 8 i milioni di italiani sopra i 12 anni a non aver ancora fatto nemmeno la prima dose. “Continuiamo a tenere l’attenzione alta, perché c’è l’incognita varianti – conclude Speranza -. Ora abbiamo i vaccini e l’Rt è a 0,83. Ma in Gran Bretagna ci sono 40.000 casi al giorno e mille morti in Russia. Restiamo con i piedi per terra”. E la morte di Alberto Turchetto sembra ricordarlo una volta in più.