Ibrahimovic risolve Bologna-Milan: assist, gol e autogol

Zlatan, oltre a essere il quarto giocatore più anziano a segnare in A, è diventato il più vecchio in assoluto a fare un’autorete. Serata da protagonista, ma la condizione dello svedese è molto precaria

Più che una partita, un film: colpi di scena, emozioni, spaventi. E siccome Ibra ormai ai ruoli da protagonista al cinema c’è abituato, ha deciso di recitare da attore principale pure al Dall’Ara. In fondo anche questo match potrebbe tranquillamente chiamarsi “Zlatan”, proprio come la pellicola che a novembre uscirà nelle sale italiane. Ha più o meno fatto tutto lui, e il fatto che in questo momento sia un giocatore lontanissimo da una condizione anche solo accettabile, rende ancora meglio l’idea del suo impatto sulle partite. D’altra parte aveva già segnato un gol alla Lazio in mezzora di recita, e “agevolato” in qualche modo (qui però manca la controprova…) l’autogol di Gunter contro il Verona in nemmeno un quarto d’ora. Stavolta di minuti ne ha giocati 96 e quindi ha avuto tempo per recitare parecchie scene.

Gambe, fiato e colpi

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In estrema sintesi: l’assist per il gol di Leao, l’autogol per la prima rete del Bologna, il sigillo personale al novantesimo. La sintesi si ferma forzatamente qui perché Ibra atleticamente ora come ora è al limite dell’impresentabile. Giriamo dunque la domanda un po’ provocatoria ai tifosi rossoneri: vale la pena schierare un giocatore che in questo momento non ha gamba, non ha fiato e ha visibilmente timore di incappare in altri guai fisici (lo si è visto chiaramente in diverse circostanze in cui ha rinunciato a priori di lottare sulla palla o di scattare), ma ha i colpi per timbrare un match in maniera sostanziale? Diciamo che le alternative non aiutano: anche Giroud è lontano dalla condizione migliore e Pellegri è di nuovo infortunato.

Eterna battaglia

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Sulla partita di Ibra a Bologna si possono dire fiumi di parole, ma in termini statistici i dati sono incontrovertibili. Con questo gol Zlatan è diventato, a 40 anni e 20 giorni, il quarto marcatore più anziano nella storia della Serie A. Gli restano davanti Costacurta, Piola e Vierchowod. Billy (41 anni, 25 giorni) appare più o meno imprendibile, Vierchowod (40 anni e 47 giorni) tutt’altro. Si sa, Z si nutre anche di queste cose, di quei record che lo aiutano nell’eterna battaglia contro il tempo. Quella di stasera è stata la sua prima partita da titolare, e anche il suo primo gol, dopo aver compiuto 40 anni. Che stavolta si sono visti tutti, ma cosa puoi dire a un giocatore che in una partita del genere va a farsi la doccia con un gol e un assist a referto? Ah già, di gol ce ne sarebbe anche un altro, però nella porta sbagliata. Angolo di Barrow, lui che ci mette la testa, spizzando la palla e si rende subito conto di aver commesso un’imprudenza. Infatti con una reazione tardiva prova a incassare la testa sul collo, come se quel pallone non fosse ancora stato colpito. Ma ormai la frittata è servita ed è una frittatona perché si è a inizio ripresa e quella è la rete che restituisce energie e speranze al Bologna. Quella a cui ne segue un’altra di lì a pochi minuti. A togliere tutti dagli impicci ci pensa Bennacer e Zlatan piazza il sigillo finale al 90’, giusto per vivere gli ultimi minuti di recupero senza patemi. Un tocco felpato di destro, nell’angolino dove nessun portiere può arrivare su un tiro da quella distanza.

Tandem da perfezionare

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E’ stata anche la sera del primo vero tentativo in tandem con Giroud. Sul 2-2 Pioli ha cercato di scardinare il Bologna con tutte le sue bocche da fuoco. Mezzora insieme per vedere l’effetto che fa. Insomma, così così. Rivedibili, diciamo, soprattutto perché rivedibili sono le condizioni fisiche di entrambi. Zlatan si è mosso alle spalle di Olivier, lasciando al francese il possesso dell’area e arretrando nel tentativo di illuminare il gioco come gli piace fare spesso. E’ finita che l’ha buttata dentro lui, il che regala anche altri numeri. Per esempio adesso è una lunghezza dai 400 gol messi a segno con i club in carriera nei campionati nazionali. Cifra mostruosa. La chiusura la dedichiamo a un’altra cifra, su cui magari sorriderà anche il diretto interessato: lo svedese è diventato anche il più anziano in assoluto a realizzare un’autorete nella storia della A.