Indycar, giornata di test per Romain Grosjean e Jimmie Johnson a Indianapolis in vista della 500 miglia

Gli ex piloti di F1 e Nascar hanno partecipato al “Rookie Orientation Program”, un test organizzato dalla Indycar come preparazione alla 500 miglia di Indianapolis del prossimo maggio

Nel Motorsport non si finisce mai di imparare. Nella giornata di mercoledì, infatti, Romain Grosjean e Jimmie Johnson, nonostante le lunghe esperienze in Formula 1 e Nascar rispettivamente, hanno vestito i panni del principiante all’Indianapolis Motor Speedway. I due, soli sul leggendario tracciato, hanno preso parte al “Rookie Orientation Program”, un test organizzato dalla Indycar come preparazione alla 500 miglia di Indianapolis del prossimo maggio. Anche solo associare il concetto di matricola a veterani come Grosjean, 35 anni, e Johnson, 46, può sembrare assurdo. Eppure l’americano non aveva mai gareggiato su un ovale con una vettura a ruote scoperte, mentre l’esperienza del francese in merito si limitava ad una corsa alla World Wide Technology Raceway, ovale di dimensioni ridotte nei pressi di St. Louis. Johnson, naturalmente, conosce benissimo i caratteristici circuiti americani, Indy compresa, ma vi ha guidato solamente le meno veloci stock car.

Prima volta sugli ovali

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Per il sette volte campione Nascar la stagione d’esordio in Indycar nel 2021 è stata infatti limitata ai soli circuiti stradali. Stesso discorso per Grosjean con la sopracitata unica eccezione. Entrambi sono però interessati a compiere il passo successivo, con il francese che ha già firmato un contratto a tempo pieno con la Andretti Autosport per la prossima stagione. I due piloti hanno condiviso le loro impressioni sul tracciato e sull’inusuale atmosfera del test. La tabella di marcia della giornata prevedeva un graduale aumento della velocità media consentita, per permettere ai piloti di adattarsi alle accelerazioni estreme giro dopo giro. Johnson lo considera “un buon metodo per prendere confidenza senza pressioni, senza preoccuparsi di far segnare tempi particolari e senza dover esplorare i limiti della vettura”.

Questione di adattamento

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L’americano, però, ha anche riconosciuto che il “brickyard” incute il solito timore, in particolare curva uno: “Romain ed io abbiamo parlato di come, nonostante tutte le curve dovrebbero essere identiche, la uno sembri diversa, più stretta, più difficile delle altre. Penso che l’inclinazione sia effettivamente diversa”. Grosjean stesso non ha esitato ad ammettere di non sentirsi ancora a suo agio sull’ovale: “A differenza dei circuiti stradali, qui devo ancora imparare tutto”. Entrambi i piloti hanno superato il test, sotto gli occhi dei funzionari Indycar, anche se il programma non è stato completato causa pioggia nel pomeriggio. In ogni caso, ci sarà la possibilità di percorrere i giri mancati e non solo all’IMS Open Test di Aprile 2022.