La Fifa celebra Paolo Rossi a Zurigo. Infantino e Gravina: “Gli venga intitolato l’Olimpico o un altro stadio”

Alla giornata organizzata a Zurigo per ricordare Pablito hanno preso parte campioni del mondo, ex compagni e la famiglia. Toccante l’intervento di Gianluca Vialli: “Per me sei stato un mito. Quando ti raggiungerò, per favore, fammi giocare con te”

Dal nostro inviato a Zurigo Paolo Bianchin

“Paolo Rossi per me è l’italiano che ha avuto più impatto sull’orgoglio del Paese nell’ultima generazione”. Gianni Infantino forse esagera, o a pensarci bene no, e introduce così la giornata organizzata dalla Fifa in memoria di Pablito a Zurigo. Una festa malinconica, ma a suo modo una festa, con l’inaugurazione di una mostra temporanea dedicata a Paolo e otto campioni del mondo… più uno presenti: Tardelli, Cabrini, Gentile, Altobelli, Conti, Marini, Giovanni Galli, Dossena e Zambrotta, campione del 2006. Assieme a loro, Paulo Roberto Falcao e Leo Junior, brasiliani infiltrati col sorriso, e Abraham Klein, l’arbitro del mitico Italia-Brasile 3-2, ora un uomo di 87 anni con la sua storia unica: sopravvissuto alla Shoah, durante il Mondiale ’82 viveva con l’ansia per il figlio Amit, che stava combattendo in Libano. A distanza, con un videomessaggio, hanno inviato un pensiero Zibì Boniek, Kalle Rummenigge e Gianluca Vialli. Ovviamente, assieme a tutti loro, al centro del pomeriggio c’è stata la famiglia di Paolo: la moglie Federica, i figli Alessandro, nato nel magico 1982, Maria Vittoria e Sofia Elena.

Fammi giocare con te

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I campioni hanno firmato il Wall of Champions, il muro che raccoglie gli autografi dei campioni del mondo, e hanno alzato la Coppa del Mondo originale, quella del 1982 custodita nel Museo della Fifa. “Paolo è un modello – ha detto Gabriele Gravina, presidente della Figc -. Spero che l’amicizia tra i campioni ‘82 porti avanti il suo esempio”. Il momento più toccante, al momento del videomessaggio di un Gianluca Vialli commosso: “Mi manchi tanto Paolo, per me sei stato un mito, poi un amico, un fratello maggiore, una delle persone migliori incontrate. Sono triste ma anche felice di aver fatto parte della tua vita… e tu della mia. Ringrazio il Signore che ci ha fatto incontrare. Te ne sei andato perché da rende bomber hai voluto andare a vedere prima di tutti che cosa c’è dall’altra parte. Quando ti raggiungerò, per favore, fammi giocare con te”.

Uno stadio per lui

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Sorrisi e commozione, commozione e sorrisi. La giornata è andata avanti così, tra salti emotivi, con Infantino e Gravina che hanno guardato al futuro e garantito: “Ci impegneremo per capire se sia possibile che l’Olimpico o un altro stadio venga intitolato a Paolo. Certo, non dipende da noi”. Importa il giusto, non era questa la giornata delle rivendicazioni. Federica Cappelletti così ha evitato di criticare France Football per la (terribile) dimenticanza di Paolo, nel ricordo dei campioni scomparsi durante la cerimonia del Pallone d’oro, e ha puntato più in alto: “France Football mi sta contattando con un’infinità di proposte per rimediare. Sono sicura non abbiano dimenticato Paolo volontariamente ma ora ho bisogno di un po’ di tempo per pensare. Piuttosto, sono felice di essere qui. Paolo diceva ‘i campioni dell’82 sono miei fratelli’ e aveva ragione. Questa sarebbe stata una serata molto triste da vivere a casa, invece qui mi sento in famiglia”.