«L’Italia di Mancini? Da titolo Mondiale»

È stato uno degli eroi del Mundial spagnolo: quando la classe non è acqua, anche dopo 39 anni. Giancarlo Antognoni (classe 1954) ha rivissuto emozioni forti grazie all’Italia targata Mancini, tornata sul tetto d’Europa dopo 53 anni.

Antognoni, cosa ne pensa di questa Nazionale capace di vincere un Europeo dove non era data tra le favorite?
«Beh, trovo una meravigliosa similitudine tra questa Italia e quella mia del 1982. Diciamo che Mancini ha lavorato benissimo in questi tre anni, raccogliendo i frutti di un lavoro duro, complicato e portato a termine in modo straordinario».

Vittoria meritata?
«Direi proprio di sì».

Qualcuno ha detto però ai rigori…
«Ma non cambia il senso. Se c’era una squadra che meritava la vittoria a Wembley, quella era certo l’Italia, non l’Inghilterra».

Una squadra che ha fatto innamorare nuovamente il popolo italiano. Come voi all’epoca.
«Giustamente. E devo dire che Mancini ha saputo creare un gruppo coeso. Una famiglia meravigliosa, dove tutti sono stati protagonisti. Senza alcuna ombra. È riuscito a cancellare l’onta della mancata qualificazione al Mondiale nel 2018».

Con un Chiesa, che lei conosce benissimo, in grande spolvero, giusto?
«Sì, ma non solo Federico. Stavolta non c’è stato un Pablito Rossi, un Roby Baggio o un Totò Schillaci. Ha vinto semplicemente il gruppo».

Che lei conosce bene visti i suoi trascorsi come dirigente nelle Under azzurre. È così?
«Beh, diciamo che Mancini ha raccolto i frutti di un investimento importante nel settore giovanile partito grazie ad Arrigo Sacchi prima e Maurizio Viscidi poi. È una bella soddisfazione vedere come sono cresciuti i vari Barella, Immobile, Insigne, Verratti».

Antognoni, quando l’ha capito che l’Italia poteva arrivare sino in fondo?
«Dopo le prime tre gare e le vittorie con Austria e Belgio hanno aumentato ulteriormente l’autostima nei ragazzi».

Facciamo un salto in avanti di 16 mesi: come vede l’ItalMancini al Mondiale in Qatar?
«Sicuramente tra le protagoniste e in corsa per la vittoria al titolo. Senza dimenticare che Mancini potrà contare su Zaniolo e Sensi, infortunati per l’Europeo. E forse con Tonali e Scamacca in più».

E magari con Raspadori nuovo Pablito?
«Vedremo. Paolino Rossi è stato unico…».
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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 14 Luglio 2021, 09:16




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