ma quando arriva davvero la next-gen?

Le uscite destinate alle sole PS5 di Sony e Xbox Series X di Microsoft non arrivano, e riprendono piede le vecchie console. Che 2022 sarà per il gaming?

Il 2022 potrebbe essere un altro anno sabbatico per la next-gen, dopo la partenza a rilento di fine 2020 e il parziale buco nell’acqua del 2021. La pandemia e la scarsa capacità di approvvigionamento di Sony e Microsoft hanno fatto sì che PS5 e Xbox Series X fossero introvabili sul mercato e, di conseguenza, i giochi più attesi della nuova generazione venissero rinviati a data da destinarsi. Le ultime notizie sembrano confermare che l’andazzo sarà lo stesso per l’anno appena cominciato. 

Il caso S.T.A.L.K.E.R. 2 —

Lo scorso biennio è stato particolarmente tormentato. I più attesi giochi in uscita sono stati rinviati svariate volte, come nel caso di The Last of Us Parte II e Cyberpunk 2077, per il passaggio degli studi a modalità di lavoro in smart working che hanno reso difficile il completamento dello sviluppo e la fondamentale fase dei test prima del lancio. Altri hanno preferito spostarsi da finestre di pubblicazione complicate e aspettare tempi migliori, in cui i giocatori avrebbero potuto andare in sicurezza nel loro negozio di fiducia e/o ottenere con facilità una console di nuova generazione.

Ma gli effetti del Covid sono tutt’altro che spariti nell’industria e ci sono voluti appena dodici giorni per il primo, grande rinvio del 2022. È toccato a S.T.A.L.K.E.R. 2: Heart of Chernobyl bagnare le polveri nella giornata di ieri, con una lettera aperta in cui gli sviluppatori del gioco – uno sparatutto open world post-apocalittico ambientato in Ucraina – annunciavano di volersi prendere del tempo in più per portare al pubblico la propria visione senza compromessi.

Per la prima volta, in quella lettera non veniva fatta menzione della pandemia, usata talvolta anche come pretesto per giustificare l’allontanamento da finestre di lancio irrealistiche svelate di fretta, ma soltanto l’ambizione di un progetto che avrebbe avuto bisogno di quasi sette mesi in più per splendere come voleva. Quali che siano state le ragioni, però, va registrato che una delle prime grandi esclusive next-gen – sarebbe uscita solo su Xbox Series X|S, oltre che su PC – è saltata e ha di fatto rinviato il passaggio da una generazione all’altra, almeno per quanto le riguarda, al mese di dicembre.

La speranza che per aprile 2022 si sarebbe rimpinguato il catalogo dei titoli, pochissimi per ora, disponibili solo per le nuove console si è spenta in sostanza ieri. E ora, se si guarda ai nomi altisonanti con una data o una finestra delineata, quella lista è composta prevalentemente giusto da GhostWire Tokyo per PS5 (in primavera), e da Scorn e Starfield per Xbox Series X|S, che non si vedranno prima di ottobre e novembre. Ammesso che non insorgano complicazioni di natura tecnica e logistica che possano allontanarli ulteriormente, o che non si parli di titoli come Suicide Squad: Kill the Justice League e Hogwarts Legacy, la cui uscita nel giro di mesi sarebbe una grossa sorpresa. Un po’ poco per un terzo anno.

Le manovre di Sony per il 2022 —

La pandemia ha avuto chiaramente il suo ruolo in tutto questo, ma non in esclusiva. La chiusura a targhe alterne delle fabbriche in Asia ha fatto sì che l’assemblaggio delle console (Sony, Microsoft, ma anche Nintendo) procedesse a rilento, ma la scarsità di risorse per la loro produzione era un nodo che presto o tardi sarebbe venuto al pettine: i semiconduttori e i chip che le compongono sono ormai alla base di ogni oggetto tecnologico e non, dai frigo alle auto, e l’aumento della domanda da parte dei produttori non è certo connesso al Covid, quanto ad una loro diffusione che era già stata ampiamente prevista.

I materiali si fanno sempre più sofisticati e i produttori battagliano su ogni singola unità per poter portare il loro prodotto sugli scaffali dei negozi (perlopiù virtuali, in gran parte dei casi). Ma c’è chi, come Sony, è corso ai ripari in due step diversi. Il primo è stato, lo scorso anno, svelare senza troppe fanfare che i giochi che aveva lasciato intendere sarebbero stati esclusive PS5 – God of War Ragnarok, Gran Turismo 7 – sarebbero in realtà arrivati anche su PlayStation 4. La cosa scatenò le ire dei giocatori, che avevano investito o messo in programma di investire sulla next-gen proprio per quei nomi, e che invece si trovavano a desiderare titoli la cui portata, tecnica e ludica, sarebbe stata sminuita dalla necessità di supportare pure un hardware datato come quello di PS4.

Il secondo è stato allungare, di conseguenza, la vita a PlayStation 4. Secondo un report di Bloomberg, il piano originale di Sony sarebbe stato interrompere la produzione della vecchia ammiraglia già nel 2021. Tuttavia, “l’obbligo” a continuare a pubblicare su quella console, per via della scarsissima reperibilità di PS5, ha avuto come conseguenza naturale l’estensione del ciclo vitale della precedente console, di cui sarà prodotto un altro milione di esemplari lungo l’anno. Un segnale con due chiavi di lettura diverse, perché, dopo aver venduto 116 milioni di console dal 2013 ad oggi, non è che ci fosse bisogno di altre PS4 sul mercato: rendere l’idea di un prodotto tuttora premium e non un piano B agli occhi di chi si volesse unire alla famiglia PlayStation senza trovare il non plus ultra nei negozi, e strappare condizioni migliori per i materiali più costosi necessari su PS5 piazzando un altro ordine in fabbrica e aiutando a non fermare una filiera già in grande affanno.

2022 ultimo anno della scorsa generazione? —

Se il 2022 non dovesse rappresentare l’ultimo anno in cui le console della passata generazione saranno rilevanti, la sorpresa sarebbe di certo non poca. Non tanto perché ci sia in calendario di uscire dalla crisi dei semiconduttori e della filiera produttiva-distributiva dietro le console – con l’aumento dei prodotti che avranno bisogno dei chip, basti pensare alle schede grafiche appena annunciate (testardamente, va detto, da Nvidia), ce ne saranno altri a contendersi le già scarse risorse disponibili -, quanto perché i videogiochi già annunciati “papabili” per essere spesi anche su PS4 e Xbox One saranno sempre meno.

L’impressione è che Microsoft abbia già staccato la spina con i vari Forza Horizon 5 e Halo Infinite, affidandosi al progetto avveniristico del cloud gaming dispiegato su tutta la famiglia di console con cui punta a rendere giocabili le produzioni next-gen sulle console precedenti (la cui produzione è stata interrotta nel 2020). Lato Sony, qualche cartuccia da spendersi ancora c’è (il remake di The Last of Us, di cui tanti si dicono certi, non dovrebbe uscire solo per PS5), ma il “backlog” accumulato negli ultimi anni – Horizon Forbidden West, Gran Turismo 7, God of War Ragnarok, per il quale un rinvio tattico alla prima metà del 2023 è una scommessa che tanti stanno accettando, e via discorrendo – si sta gradualmente svuotando e pensare di annunciare giochi anche per PlayStation 4 nel 2022 sembrerebbe qualcosa di fuori dal tempo, specie se si pensa che presentare un gioco oggi vuol dire farlo uscire almeno tra tre anni.

Per cui, giocoforza, anche lo spauracchio PS4 dovrebbe essere entrato nel suo ultimo anno di coabitazione con PlayStation 5, pur con due anni di ritardo sulla tabella di marcia che ci si prefigura generalmente al lancio di una nuova piattaforma. Terminate le nuove uscite del gruppo PlayStation Studios, si dovrebbe passare ad un altro annetto di produzioni blockbuster (nomi come Call of Duty, FIFA e Assassin’s Creed non dovrebbero rinunciarvi troppo presto, vista la base d’utenza così estesa) e multipiattaforma medio-piccoli da editori di seconda fascia, con i tanto amati indie annessi che però dovrebbero faticare di meno a staccarsi, in considerazione di un pubblico già più contenuto che sa dove trovarli e, anzi, può persino crescere con il fascino del prodotto “solo next-gen”.

La next-gen non trova sé stessa —

Insomma, quando sarete in un negozio virtuale o fisico e non troverete la next-gen, niente paura: la next-gen non trova sé stessa, neppure, complice il quadro pandemico più tosto di quanto non fosse stato messo in preventivo alla sua partenza. A Natale in tanti sono rimasti a bocca asciutta e queste prime due settimane del 2022 sono state abbastanza chiare nel definire un altro anno di patimenti: sia per chi vorrà saltare a bordo con una PS5 di Sony o una Xbox Series X di Microsoft, sia per chi lo avrà già fatto, che continuerà a vedere relativamente poche ragioni per giustificare un acquisto che ha il sapore di una (costosa) lotteria.