Milan, Calabria e Theo, un gol da… numero 9 e numero 10. Davide: ‘Giocata studiata in settimana’

Il terzino a fine gara: “Ci sono tante squadre forti, ma non ce n’è nessuna più forte del Milan”

Ci vuole della fantasia per immaginare di portare al gol la propria squadra con due terzini. Dopo di che, servono conoscenze tattiche di alto livello e, ovviamente, giocatori in grado di eseguirle. A Bergamo il primo gol del Milan è arrivato dalle fasce. O meglio, da due giocatori che in teoria dovrebbero proteggere la squadra sui lati del campo. Si chiamano anche esterni bassi, eppure la rete che ha sparigliato il match del Gewiss Stadium dopo 28 secondi ha vissuto uno sviluppo decisamente non convenzionale. Palla da Kessie a Saelemaekers, quindi a Hernandez e infine a Calabria. Dove Theo ha fatto il numero 10 e Davide il numero 9. Theo ha sgommato come piace a lui, accentrandosi, osservando il movimento del compagno e servendolo sulla corsa con un raffinato tocco di sinistro. Davide ha fatto lo stesso movimento, finendo col ritrovarsi terminale d’attacco lanciato verso il portiere avversario. I movimenti di Rebic gli hanno creato lo spazio, quelli di Saelemakers gli hanno spalancato il corridoio. E’ un’orchestra che si muove seguendo lo stesso spartito e dove tutti conoscono il movimento giusto da fare.

Ambizioni

—  

Per Calabria è stata una serata trionfale. Intanto perché aveva la fascia al braccio. Succede quando Romagnoli si siede in panchina e ormai Davide inizia ad avere una certa esperienza. Ma quando giochi nella squadra per cui hai sempre fatto il tifo, a certe cose non ci si abitua mai. Trionfale perché, insomma, se per un terzino fare gol non è esattamente la normalità, farlo dopo 28 secondi è qualcosa di esaltante. Soprattutto nel contesto di una partita fondamentale per le ambizioni europee della squadra e di fronte a un avversario con gli stessi obiettivi. Fanno un certo effetto le parole di De Roon: “Theo e Calabria erano velocissimi, è stato difficile. Il Milan sta molto bene, possono sempre fare gol”. Innanzitutto complimenti per l’onestà, ma in effetti era difficile dire cose diverse. Hernandez suggeritore e Calabria finalizzatore sono uno dei mille modi del Milan di trovare il gol. Un pregio che arriva da lontano, da quando Pioli aveva iniziato a studiare come segnare le prime volte in cui mancava Ibra. Ha studiato bene, perché il Diavolo sa segnare con tanti uomini diversi e in tanti modi diversi. Soprattutto, spicca il flusso del gioco: sono azioni cercate e manovrate, non frutto della casualità o episodi isolati. Basta pensare alle due reti di Liverpool per averne conferma.

Intensità

—  

Ma la serata da urlo di Calabria non è finita qua e si è tinta anche di azzurro. Il k.o. di Toloi (che fino a ieri pareva recuperabile) gli ha nuovamente spalancato la Nazionale e la notizia è stata ufficializzata a ridosso della partita. Effetto adrenalina. “Il mio gol? – ha detto Davide nel dopogara – Quella giocata l’abbiamo preparata in questi giorni, era assolutamente preparato il fatto di entrare con i terzini quasi come fossimo centrocampisti. Non è stato un caso. Ci sono tante squadre forti, ma non ce n’è nessuna più forte del Milan secondo me: noi pensiamo a noi stessi e crediamo di essere i più forti. Pioli ci dà fiducia, ha un’idea chiara che ci fa rendere al meglio tutti. L’intensità ci contraddistingue, riusciamo ad avere ritmo per tutta la partita mettendo sotto anche grandi squadre. Il pressing alto e asfissiante ci sta portando risultati: lo stiamo capendo e ci stiamo dando tutti una grande mano”.