Milan, senti Serginho: “Theo Hernandez può diventare il miglior terzino del mondo”

L’ex rossonero parla sul profilo della World Soccer Agency: “Io e Theo abbiamo qualità diverse, ma lui crea occasioni proprio come facevo io. Scudetto? Ci credevano in pochi…”

Quando gli chiedono se si rivede in Theo Hernandez, Serginho sorride. “Abbiamo caratteristiche diverse, però dico di sì, il francese ricorda me”. Intervistato in diretta su Twitch sul profilo della World Soccer Agency, l’agenzia del procuratore Alessandro Lucci, il terzino brasiliano ha parlato così del suo erede Theo Hernandez, campione d’Italia con il Milan lo scorso campionato con 5 gol e 6 assist: “Può diventare il miglior terzino sinistro del mondo, ha grandi colpi”.

Lui e Theo

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Serginho ha parlato di tutto: dai suoi esordi in rossonero alla trattativa che l’ha portato a San Siro, fino al paragone con l’ex Real Madrid: “Non ha le mie qualità, né io avevo le sue, ma devo dire che è uno di quelli che si avvicina di più a me. È aggressivo, gli piace spingere, tirare in porta. Crea occasioni ed… errori, come facevo io in difesa. Non ha ancora trovato un equilibrio, e questo è importante. Alla fine il terzino deve prima difendere e poi attaccare, ma è davvero forte”. Un commento sullo scudetto poi: “All’inizio era difficile pensare al titolo, ci credevano in pochi, ma vedere il Milan tornare in alto mi ha reso orgoglioso. È stato uno degli scudetti più importanti della storia rossonera. Se avessi vent’anni in meno giocherei sempre in rossonero, non mi vedo con un’altra maglia. È la mia vita. Con la nuova proprietà vanno capite molte cose, ma credo che il Milan diventerà protagonista anche in Champions. Certo, c’è bisogno di acquisti importanti”.

Aneddoti

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Serginho lavora con Alessandro Lucci da più di vent’anni. Oggi si occupa del calcio sudamericano, sempre con l’agenzia che ne ha seguito il suo percorso professionale. “Io, lui e Alessandro Lelli siamo amici da tempo. Nel 2003 gli ho regalato il pallone della finale di Champions vinta. C’era feeling, quando avevo i giorni liberi stavamo sempre insieme. Quando abbiamo iniziato a frequentarci, tra l’altro, mio figlio non era ancora nato. Ora ha vent’anni”. Qualche pillola: “Il momento più brutto? Di sicuro la finale di Champions persa a Istanbul nel 2005. Eravamo in vantaggio 3-0 a fine primo tempo…”. Il brasiliano ha risposto anche alle domande degli utenti sul suo arrivo in rossonero: “Ariedo Braida andò in Brasile nel 1999 per vedere una semifinale, e lì iniziò la trattativa. Da bambino ero già un tifoso del Milan. Vedevo le partite di Van Basten, di Maldini, di Gullit”. Infine un commento sul derby vinto 6-0 nel 2001: “Dopo più di vent’anni se ne parla ancora”.

Brasile

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Serginho ha parlato anche del Brasile e delle possibilità di arrivare in fondo al prossimo Mondiale in Qatar. L’ex Milan ha indossato la casacca verdeoro in 10 occasioni segnando un gol, vincendo la Coppa America del 1999. “Un anno fa la Seleçao non era una squadra da vertice: età media troppo alta, ritmo di gioco basso, ma ora ha cambiato mentalità. È tornato il Brasile di prima. Questo grazie all’inserimento di giocatori come Vinicius, Antony, Rafinha. Sono loro la nuova speranza del calcio brasiliano. Hanno una tecnica impressionante, e poi tolgono pressione a Neymar. Sì, c’è una grande speranza di vincere”. Un difetto, però: “Il Brasile fa molte amichevoli con squadre asiatiche o africane, ma mancano quelle con l’Italia, l’Inghilterra, la Germania. Questo alla lunga può pesare un po’”.