Napoli, è tornato ad alzarsi il muro: il simbolo è Koulibaly

La squadra di Spalletti, nonostante il primo pareggio contro la Roma, resta in vetta al campionato grazie alla miglior difesa e al ritorno al top del suo marcatore più forte

Il ritorno di “The Wall”. Perché dietro un attacco strepitoso – per la prima volta a secco domenica all’Olimpico – il primato del Napoli è griffato da Kalidou Koulibaly, uno dei difensori più forti che ci sia in giro. E fra i tanti numeri che dimostrano la bontà del lavoro di Luciano Spalletti ce n’è uno che spicca: quella azzurra, con tre gol subiti, è la difesa meno battuta dei cinque maggiori campionati europei. Dopo nove giornate solo il Chelsea vanta gli stessi numeri dei partenopei (3 subiti).

Solidità di squadra

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Koulibaly è il simbolo. Ma il tutto nasce da una solidità di squadra perché anche quando il Napoli non riesce a sfondare davanti, dietro subisce davvero poco. E contro una Roma rabbiosa e orgogliosa alla fine sono state solo due le occasioni concesse ai giallorossi. Perché è tutta la squadra che aiuta, cominciando da capitan Insigne pronto a fare pure il terzino se c’è da aiutare Mario Rui, “attaccato” da Zaniolo e Karsdorp.

Il filtro

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E se Anguissa ormai è una certezza lì in mezzo, colpisce anche l’atteggiamento di Fabian Ruiz che sta migliorando oltre il palleggio, con marcature preventive e attacchi al portatore di palla che lo stanno facendo maturare come centrocampista completo e concreto.

Il comandante

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Koulibaly, il leader, si gode il momento e non prende per sé tutti i meriti del fatto che da tre partite, cioè dalla ripresa dopo la sosta nazionali, il Napoli abbia blindato la porta: “È tutta la squadra che sta maturando. Sta crescendo Rrahmani ma abbiamo anche altre ottime soluzioni con Manolas e Juan Jesus. La cosa più importante è che in campo ci aiutiamo molto. Siamo un gruppo forte e vogliamo restare in alto. Ma non parliamo ora di scudetto. Solo verso marzo si delineerà la classifica e si capiranno le reali favorite del campionato”.