Pedullà, Storie di mercato: Castillejo e Patric, da esuberi a protagonisti inattesi

Milan e Lazio non contavano su di loro, ma i due spagnoli sono risultati decisivi contro Verona e Inter. Come cambia la vita in 3 mesi

E poi ci sono tre mesi di calciomercato che vengono contraddetti da situazioni improvvise, non pronosticabili. Il Milan decide di mandare a giocare Samu Castillejo, siamo alla fine della sessione estiva e quindi già dentro settembre. Ma c’è qualche finestra aperta, per esempio in Russia: bisognerebbe aspettare fino all’ultimo minuto, basterebbe pensare a Pjanic e Okaka che sono andati in Turchia e non si sono certo pentiti. Ma la vicenda Castillejo si ingarbuglia quasi subito, il CSKA Mosca specula sul cartellino, non vorrebbe pagare il milione richiesto per il prestito, contando sul desiderio dello spagnolo di trovare un maggiore minutaggio. E la trattativa salta, allontanandosi in fretta dai presunti titoli di coda. Il mercato del Milan decolla diversamente, propone esterni e trequartisti (presi o prenotati) senza soluzione di continuità, ma Samu resta dov’è e scopre la gloria in una notte di metà ottobre. La storia di Patric forse è più paradossale perché la Lazio viaggia alla ricerca di un difensore centrale, ma tra indice di liquidità e problemi vari alla fine Lotito si concentra sugli altri ruoli. La Lazio si dedica in modo particolare a esterni offensivi e centrocampisti, i baluardi al centro restano Acerbi e Luiz Felipe, intanto Radu rinnova e non segue Inzaghi all’Inter, viene rimesso in lista Vavro che era un mezzo separato in casa. E Patric? Sembra l’ultimo o il penultimo della compagnia, invece il suo bilancio al momento dice: un gol in Europa League contro la Lokomotiv Mosca e una rispettabilissima prestazione contro l’Inter. Questo il mercato non lo aveva previsto, anzi gli aveva girato le spalle e invocava nuovi innesti in casa Lazio.