Qualificazioni mondiali 2022, Argentina 0-0 senza Lautaro: Brasile vince in rimonta

L’Albiceleste spreca tanto e non sfonda, Correa non brilla. Tre gol negli ultimi 20’: la Seleçao passa 3-1 a Caracas. L’Ecuador travolge la Bolivia 3-0. Il Cile crolla in Perù

Nove gol e tante giocate al limite del regolamento in una giornata che vede il Cile sprofondare. Il risultato più importante della notte di Eliminatorias verso Qatar ’22 arriva da Lima, dove la Roja colleziona un altro scivolone dagli effetti disastrosi in classifica: il successo peruviano, firmato da un guizzo di Cueva al 35’, inchioda il Cile al terzultimo posto, a ben sette lunghezze dal quinto posto che varrebbe il ripescaggio. Pareggi a reti inviolate ad Asuncion tra Argentina e Paraguay e a Montevideo tra Uruguay e Colombia, con un totale di 12 italiani in campo. Il Brasile rischia grosso a Caracas, dove intravede il fantasma del primo k.o. per 70’ prima della riscossa firmata dalle reti di Marquinhos, Gabigol (su rigore) e Antony. Bolivia travolta a Guayaquil dalle reti di Estrada e Valencia (doppietta).

Paraguay-Argentina 0-0

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No Lautaro, no party. Sì perché questa volta all’Albiceleste non basta nemmeno Messi, sufficientemente ispirato per creare occasioni a raffica ma senza il supporto necessario di chi avrebbe dovuto trasformare quelle occasioni in gol. I responsabili dei tanti sprechi argentini, soprattutto nel primo tempo, portano i nomi di Di Maria e Correa, stoppati due volte a testa dai riflessi di Silva e dalla scarsa freddezza nel momento decisivo. La ripresa è invece una battaglia ad armi pari, in cui l’Argentina ha bisogno anche dei riflessi di Martinez per evitare la beffa sulle iniziative di Almiron e Sanabria. Serata a due volti per Correa, schierato prima punta in una sorta di staffetta a tinte nerazzurre per l’indisponibilità di Lautaro (bloccato da un affaticamento muscolare): il Tucu mette in mostra buoni movimenti e tanto impegno, ma tradisce scarsa lucidità al momento della conclusione, favorendo nel primo tempo un prodigioso salvataggio di Alderete su Di Maria. La sensazione è che al centro dell’attacco sia un pesce fuor d’acqua, tanto che Scaloni lo toglie al 75’ per il giovane Alvarez nel tentativo di dare la scossa decisiva. Ma niente scossa, Silva si supera su un gran destro a giro del Papu Gomez e la Seleccion si deve accontentare di un punto, comunque positivo in ottica qualificazione. Per il prossimo impegno contro l’Uruguay Scaloni conta sul rientro del Toro.

Venezuela-Brasile 1-3

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La Seleçao scherza col fuoco, ma si sveglia in tempo per evitare il primo tonfo. L’avvio a Caracas senza Neymar e Casemiro è quasi un incubo: difficoltà nel manovrare, errori in appoggio, anticipi sistematici degli avversari e, a completamento di un primo tempo a tinte horror, lo scivolone a centro area di Marquinhos e Fabinho che all’11’ lascia via libera a Ramirez per il clamoroso vantaggio casalingo. Tite corre ai ripari nella ripresa e azzecca la mossa in grado di stravolgere le carte in tavola: dentro il debuttante Raphinha e la serata svolta. Le occasioni per Gabigol e Gabriel Jesus iniziano a fioccare e dal sinistro del 24enne centravanti del Leeds spunta il perfetto pallone per Marquinhos, che al 70’ svetta più alto di tutti per avviare la riscossa. Dopo il pareggio, il Brasile prende fiducia e dilaga sfruttando l’ampiezza e i rapidi scambi palla a terra: all’85’ Gabigol firma il sorpasso dal dischetto (fallo di Gonzalez), mentre al 95’ è Antony a chiudere i conti con un facile tap-in dopo un bello spunto sulla destra di Raphinha (che firma il secondo assist nel giorno del debutto). Buona prova per lo juventino Danilo, sostituito al 77’ da Emerson, l’altro bianconero Alex Sandro dentro solo nel recupero.

Uruguay-Colombia 0-0

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Nessun gol ma tante emozioni a Montevideo con gli “italiani” Ospina, Cuadrado e Vecino tra i migliori in campo. Il portiere del Napoli è protagonista assoluto nella prima mezz’ora, quando la Celeste dà vita a un autentico assedio. Decisive le parate su Godin, Suarez e Valverde. Se poi Ospina non ci arriva, ci pensa il legno (per conferme chiedere a Suarez). A soccorrere la Colombia dopo un primo tempo in apnea si aggiunge anche la sorte, che priva la Celeste di due pedine fondamentali come Gimenez e il Pistolero, entrambi vittime del gioco duro. Una mano agli ospiti arriva anche dall’arbitro, che nella ripresa risparmia il rosso a Cuadrado dopo una gomitata a Vina. Il resto lo fa l’Uruguay, che si spegne alla distanza dando la sensazione di accontentarsi del punto nonostante l’ingresso di Cavani a inizio ripresa. Un solo rischio per la Celeste in tutta la serata, ma bello grosso: al 70’ ci vuole un super Muslera per negare al nuovo entrato Zapata il gol vittoria, ma l’atalantino ci mette lo zampino con una debole conclusione. Il punto a testa, classifica alla mano, può andare bene a entrambi. Ma Tabarez dovrà affrontare l’Argentina senza lo juventino Bentancur (squalificato) e con Gimenez, De Arrasaceta e Suarez in forte dubbio.

Le altre

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La sfida di Guayaquil tra Ecuador e Bolivia dura giusto una ventina di minuti scarsi, il tempo che impiegano i padroni di casa per tramortire l’avversario con tre perle e una decina di conclusioni. Un colpo di testa di Estrada (14’), un diagonale vincente e un guizzo da opportunista di Valencia (17’ e 19’) chiudono i giochi quasi subito, con la Bolivia che alla fine dovrà anche ringraziare i riflessi di Lampe per evitare una figuraccia di maggiori proporzioni. Per i boliviani, un k.o. che sa tanto di resa definitiva. Più o meno quella che rischia adesso il Cile, battuto (anche) a Lima. Senza Vidal, squalificato, poco o nulla può il nerazzurro Alexis Sanchez, in campo dall’inizio alla fine senza mai riuscire a rendersi pericoloso. La coppia d’attacco con “l’inglese” Brereton naufraga come il progetto di Lasarte, che non riesce mai a invertire l’inerzia di una sfida dominata dai padroni di casa. Le numerose parate decisive di Bravo limitano il passivo della Roja e certificano la superiorità del Perù, che apre i conti con Cueva al 35’ e mette in cassaforte il successo al 63’ con il raddoppio di Pena. La classifica dopo dieci giornate vede sempre in testa il Brasile a punteggio pieno (27) e l’Argentina a inseguire (19), entrambe con una partita in meno, seguono Uruguay ed Ecuador a (16), Colombia (14), Paraguay (12), Perù (11), Cile (7), Bolivia (6) e Venezuela (4).