Salernitana-Venezia, quanti pericoli tra Covid e punti salvezza

La squadra di Colantuono scende in campo in crisi d’organico, con la speranza che l’entusiasmo per la scampata esclusione dalla Serie A interrompa la striscia di quattro sconfitte consecutive. Sta meglio la squadra di Zanetti, che deve comunque trovare la strada per il gol: nessuno tira di meno in porta in A

La partita dell’Epifania (ore 18.30) tra Salernitana e Venezia è una gara a rischio, in tutti i sensi. Sanitario, per cominciare, visto che dopo gli ultimi tamponi sono nove i calciatori dei campani a essere risultati positivi al Covid (11 persone in totale all’interno del club). Un focolaio sul quale sarà la Asl a prendere una decisione. Poi c’è il campo, uno scontro salvezza tra due neopromosse che il nuovo calendario ripropone a due mesi e qualche giorno di distanza. Entrambe devono tornare a vincere, anche se la situazione più disperata è quella dei campani, ultimi in classifica a meno 9 dal Venezia di Zanetti.

Entusiasmo a metà

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Il sollievo per aver evitato l’esclusione dal campionato, risolvendo il nodo della multiproprietà con l’arrivo dell’imprenditore Danilo Iervolino, il fondatore dell’università telematica Pegaso, rimbalza sulle difficoltà ancora evidenti sul piano sportivo. In attesa di rinforzi dal mercato invernale, il tecnico Colantuono ha gli uomini contati, tra chi è positivo al Covid, gli infortunati, e Lassana Coulibaly impegnato in Coppa d’Africa. Ma resta il fatto che, se si giocherà, la promessa di Iervolino – “Farò di tutto per mantenere la serie A” – passa dal match col Venezia. In casa, dove i campani non vincono da cinque partite. Con 11 reti in 18 gare il reparto offensivo è da retrocessione, e in difesa non va meglio visto che hanno subito nove gol in due gare contro Inter (5) e Fiorentina (4). Un periodo nero, insomma, con le ultime quattro sconfitte di fila arrivate senza segnare nemmeno una volta. Prima di Natale, invece, la squadra non è scesa in campo contro l’Udinese perché fermata dalla Asl. Elementi che sommati ci restituiscono un totale di un punto nelle ultime nove giornate, il pari col Cagliari penultimo. Dopo, appunto, la vittoria a Venezia del 26 ottobre.

Spuntati

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Al nord, invece, il quadro non è tanto complesso, ma la necessità di segnare di più è un tema ricorrente. Così come tornare alla vittoria è fondamentale pure per il Venezia, per prendere tre punti che darebbero più tranquillità in ottica salvezza. Dopo i due successi contro Roma e Bologna, la squadra di Paolo Zanetti ha ottenuto due punti in sei gare, anche se ha incontrato Inter, Atalanta, Juventus e Lazio. Il tecnico, alla sua prima stagione in A, ha dato un gioco e un’identità riconoscibili al Venezia, ha valorizzato diversi ragazzi ed è riuscito a vincere contro squadre che lottano per l’Europa come Roma e Fiorentina. Punti che, insieme a quello strappato alla Juve, oggi fanno la differenza. Eppure anche lui ha ammesso a La Gazzetta dello Sport che la classifica poteva essere più bella se il Venezia fosse stato più concreto là davanti. Parlano i 18 gol realizzati fin qui, il terzo peggior attacco del campionato, e il fatto che nessuna avversaria ha tirato di meno verso la porta. A vederlo giocare, però, non si direbbe. Da questo punto di vista l’impatto del primo rinforzo invernale, il centrocampista francese di 22 anni Michael Cuisance, un profilo “alla Maleh” (oggi alla Fiorentina), andrà valutato più avanti visto che è in cerca di continuità dopo le esperienze in Bundesliga, Ligue 1 e Champions con Bayern Monaco e Marsiglia.