Triathlon, come iniziare e come allenarsi: lo spiega Michele Sarzilla

Uno dei triatleti più in ascesa, Michele Sarzilla, racconta il suo avvicinamento al triathlon e i suoi allenamenti costanti e durissimi

Il triathlon è tra gli sport più in ascesa per numero di praticanti, anche amatoriali. Ma alternare nuoto, bici e corsa, regalando una totale immersione nello sport a livello fisico e mentale non è cosa da poco. A raccontarci il suo avvicinamento al triathlon è Michele Sarzilla atleta del DDS-7MP (agguerrito team milanese di triathlon) e da sei mesi ambassador di Aquasphere, che nello scorso mese di luglio ha arricchito il suo curriculum sportivo con un secondo posto all’Ironman 70.3 di Andorra e un terzo posto all’Europe Triathlon Cup di Tiszaujvaros (distanza sprint).

Sarzilla e gli inizi con il triathlon

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“Si può dire che vengo dal nuoto, che ho praticato dai 3 ai 19 anni con grandissimi sacrifici” racconta Sarzilla, che spiega: “Dopo la grande delusione di non essere riuscito a ottenere i risultati sperati, ho mollato tutto. Tramite un conoscente mi sono poi avvicinato al triathlon, anche se non ero mai andato seriamente in bici e neppure correvo. I risultati sono arrivati in fretta, ero contento e per me era una sorta di rivincita. Ma anche questa volta ho mollato l’agonismo che ho quasi dimenticato fino ai 22 anni andando a vivere prima a Londra poi in Spagna. La vita di un giovane all’estero fra divertimenti e lavori vari però non mi appagava più, sentivo che mi mancava qualcosa e così sono tornato a fare in modo autonomo triathlon a livello amatoriale fino a quando a 29 anni quando una grave malattia di mio padre mi ha fatto, per così dire, maturare e prendere coscienza di ciò che volevo fare e della fortuna che avevo ad avere un fisico con cui potermi mettere in gioco. Da allora cerco sempre di dare il massimo grazie anche alle esperienze giovanili e alla maturità acquisita negli anni”.

L’allenamento del triatleta

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Abbiamo chiesto a Michele Sarzilla i dettagli sui suoi allenamenti e sulla sua alimentazione, ecco che cosa ci ha risposto.

Quanto tempo si deve allenare un triatleta?

“Tanto, in media ogni settimana pratico sport 30 ore allenandomi sette giorni su sette. In una settimana percorro circa 60-80 chilometri di corsa ai quali aggiungo 25 km di nuoto e 300-400 chilometri in bici. Ogni giorno se riesco provo a praticare tutte e tre le discipline. Presto attenzione all’alimentazione, ma alla pizza e alla birra non rinuncio sicuramente. Anche un paio di dolci al giorno ci stanno bene. In considerazione del consumo energetico che abbiamo negli allenamenti, non fanno danni”.

Quale sport preferisci fra i tre?

“La bici, mi fa sentire ancora bambino, quando fai le curve veloci e ti diverti davvero a pedalare. È una sensazione di libertà e gioco”.

Materiali e attrezzature quanto aiutano?

“Ormai sono essenziali per un atleta: bisogna trovare per ogni disciplina i materiali che più aiutano a migliorare le performance, in questo i nostri sponsor ci sostengono molto come per me accade con Aquasfere. Sono sempre pronti a soddisfare le nostre esigenze e ad ascoltarci se suggeriamo qualche miglioramento”.

“A lungo raggio, le Olimpiadi di Parigi del 2024 . Non ho potuto provare ad accedere a quelle di Tokyo perché le qualificazioni ci sono state quando io non ero ancora pronto per acquisire punteggi. Invece nel breve termine punto a conseguire buoni risultati nella Coppa del Mondo di Karlory Vary e alle gare di ottobre valide per il Campionato Italiano di sprint e olimpico”.

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